martedì 7 dicembre 2010

LA TENTAZIONE A ORVIETO


IL 10 DICEMBRE, ore 21,oo, Sala Del Carmine, Orvieto


LA TENTAZIONE
di Sara Sole Notarbartolo

Premio ETI Nuove Creatività


con: Giulio Barbato, Claudio Javier Benegas, Pietro Botte, Nico Ciliberti, Valentina Curatoli, Patrizia Monti, Antonella Romano, Ramona Tripodi






“Nel 1919 una famiglia meridionale decimata dalla guerra si barcamena tra rituali del passato e minacce del futuro.(…)La madre vedova tenta di reprimere una figlia mistica le cui inconfessate pulsioni sessuali prendono la forma di un’emissione incontrollata di fiori, salutata come un miracolo. Il ritmo allegramente caotico è movimentato da arguti ed applauditissimi momenti canori da avanspettacolo dialettale”
Masolino D’Amico, La Stampa


"Tra fiaba e agiografia, lo spettacolo mette a nudo la tentazione della normalità in un interno borghese partenopeo all'indomani della prima guerra mondiale(...) regalandoci il ritratto di una società votata al culto dell'apparenza"

Andrea Nanni, Hystrio



Venerdì 10 dicembre, presso la Sala del Carmine di Orvieto, nell’ambito della rassegna “Venti Ascensionali” sarà di scena “La Tentazione” lo spettacolo realizzato da Taverna Est Teatro in collaborazione con il Mercadante Teatro Stabile di Napoli e il Festival Primavera dei Teatri.

Per l’incisività e la delicatezza che la caratterizza, la messinscena si è aggiudicata il Premio ETI Nuove Creatività e vede in scena Giulio Barbato, Claudio Javier Benegas, Pietro Botte, Nico Ciliberti, Valentina Curatoli, Patrizia Monti, Antonella Romano e Ramona Tripodi. Le musiche, tutte eseguite dal vivo, sono curate da Davide Della Monica.

“La Tentazione”, scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo, racconta la storia di una ragazzina, Assuntina, vissuta agli albori del fascismo, che inspiegabilmente e da un giorno all’altro, cominciò ad emettere un fortissimo profumo e ad espellere dalla carne veri e propri fiori. Salutata dalla gente come una santa, Assuntina venne dapprima nascosta e poi sepolta viva dalla famiglia.

“I nostri - commenta la regista - sono anni in cui la bellezza e il sapere, sono vissuti come beni di consumo oppure sono inutili, segno di difformità dalla massa, dato non mercificabile e vergognoso.

Nello spettacolo la storia di Assuntina è contornata e quasi segnicamente occultata da altre piccole vicende di una cittadina pre-fascista del sud Italia: storie d’amore, serenate e vicende piccolo borghesi provano a mettere in secondo piano tutte le stranezze che appartengono sia alla ragazzina che ai suoi carnefici.”




Emanuele Tirelli

UfficioStampa

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