Sabato 30 luglio alle ore 21.30 - Domenica 31 luglio alle ore 23.30
presso il Real Orto Botanico di Napoli (via Foria)
per la rassegna AggregAzioni
uno spettacolo di TAVERNA EST
vincitore di NUOVE CREATIVITA'
con il sostegno dell'ETI Ente Teatrale Italiano,
FESTIVAL PRIMAVERA DEI TEATRI,
in collaborazione con
TEATRO STABILE DI NAPOLI e ITINERARTE
con
Giulio Barbato , Claudio Javier Benegas, Pietro Botte, Nico Ciliberti, Valentina Curatoli, Patrizia Monti, Antonella Romano, Ramona Tripodi
vincitore di NUOVE CREATIVITA'
con il sostegno dell'ETI Ente Teatrale Italiano,
FESTIVAL PRIMAVERA DEI TEATRI,
in collaborazione con
TEATRO STABILE DI NAPOLI e ITINERARTE
testo e regia Sara Sole Notarbartolo
Giulio Barbato , Claudio Javier Benegas, Pietro Botte, Nico Ciliberti, Valentina Curatoli, Patrizia Monti, Antonella Romano, Ramona Tripodi
Nel 1919, in una cittadina del sud italia - con la guerra che è appena passata e il fascismo che si sta piano piano formando- una ragazzina di nome Assuntina comincia a cacciare fiori dalla carne e a fare i miracoli.
La famiglia nella guerra ha perso tutti i suoi uomini e donna Lucia, la capofamiglia è adesso circodata da parenti emigranti che tornano (dal Veneto, dall'Argentina) da spasimanti e dallo scandalo di questa figlia che profuma di fiori, profuma di santa e, tanto che l'odore è forte adesso questa cosa (questa grande bellezza, questa grande vergogna) si sa...
"Abbiamo lavorato sulla vergogna della Bellezza, sulle possessioni divine, sulla necessità ancestale e periodica di un capo espiatorio. La "bambina" Assuntina è nata come frutto di tante sante e madonne addolorate e una volta nata abbiamo costruito per nasconderla, tra le canzonette di inizio secolo, le altrui passioni, l'ottusità di una famiglia e di un popolo che è il nostro, che siamo noi"
Sara Sole Notarbartolo
dalla rassegna stampa
“Nel 1919 una famiglia meridionale decimata dalla guerra si barcamena tra rituali del passato e minacce del futuro.(…)La madre vedova tenta di reprimere una figlia mistica le cui inconfessate pulsioni sessuali prendono la forma di un’emissione incontrollata di fiori, salutata come un miracolo. Il ritmo allegramente caotico è movimentato da arguti ed applauditissimi momenti canori da avanspettacolo dialettale”
Masolino D’Amico, La Stampa
"in questo fissare uno stato di agghiacciante isolamento la ricerca espressiva, nell'attitudine consueta di Taverna Est, assume una tonalità sonora, un supplemento di canto e insieme un'oscillazione (...) La cura del particolare prende plastica consistenza, allinea scenari di elementi durevoli e accessibili"
Dario Tommasello, Teatri del Tempo Presente
"tra fiaba e agiografia, lo spettacolo mette a nudo la tentazione della normalità in un interno borghese partenopeo all'indomani della prima guerra mondiale(...) regalandoci il ritratto di una società votata al culto dell'appenza"
Andrea Nanni, Hystrio
La famiglia nella guerra ha perso tutti i suoi uomini e donna Lucia, la capofamiglia è adesso circodata da parenti emigranti che tornano (dal Veneto, dall'Argentina) da spasimanti e dallo scandalo di questa figlia che profuma di fiori, profuma di santa e, tanto che l'odore è forte adesso questa cosa (questa grande bellezza, questa grande vergogna) si sa...
"Abbiamo lavorato sulla vergogna della Bellezza, sulle possessioni divine, sulla necessità ancestale e periodica di un capo espiatorio. La "bambina" Assuntina è nata come frutto di tante sante e madonne addolorate e una volta nata abbiamo costruito per nasconderla, tra le canzonette di inizio secolo, le altrui passioni, l'ottusità di una famiglia e di un popolo che è il nostro, che siamo noi"
Sara Sole Notarbartolo
dalla rassegna stampa
“Nel 1919 una famiglia meridionale decimata dalla guerra si barcamena tra rituali del passato e minacce del futuro.(…)La madre vedova tenta di reprimere una figlia mistica le cui inconfessate pulsioni sessuali prendono la forma di un’emissione incontrollata di fiori, salutata come un miracolo. Il ritmo allegramente caotico è movimentato da arguti ed applauditissimi momenti canori da avanspettacolo dialettale”
Masolino D’Amico, La Stampa
"in questo fissare uno stato di agghiacciante isolamento la ricerca espressiva, nell'attitudine consueta di Taverna Est, assume una tonalità sonora, un supplemento di canto e insieme un'oscillazione (...) La cura del particolare prende plastica consistenza, allinea scenari di elementi durevoli e accessibili"
Dario Tommasello, Teatri del Tempo Presente
"tra fiaba e agiografia, lo spettacolo mette a nudo la tentazione della normalità in un interno borghese partenopeo all'indomani della prima guerra mondiale(...) regalandoci il ritratto di una società votata al culto dell'appenza"
Andrea Nanni, Hystrio
“Lo spettacolo scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo è giovane e antico, tradizionale e innovativo, storico come un bel romanzo storico - provincia di Napoli 1919 - e senza tempo.
Nella famiglia Mautone la rispettabilità borghese è messa in pericolo da un fenomeno non codificato: l'adolescente di casa inizia a fiorire. Alla lettera.”
Natascia Festa Corriere del Mezzogiorno
Gianluca D'Agostino
disegno luci Silvia D'Alesio, Paolo Petraroli
scene e costumi Maria Adele Mercogliano, El Pampa
vocal trainer Gina La Corazza
ricerca e coordinamento musicale Davide Della Monica
si ringrazia Natalia Di Vivo, Lisa Falzarano, Rosario Giglio, Marilisa Mautone, Ingegneria Senza Frontiere Napoli, Ivan Virgulto, Gennaro Apicella, Anna Nappo, Compagnia Quartiatri
http://www.youtube.com/watch?v=q2NTCP9qJHg
http://www.youtube.com/watch?v=zGKLamTn1Pk
https://www.facebook.com/event.php?eid=131227506962425
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